Oggi intervista in esclusiva:

SIMONE ZAMBONI
GUARDIA DEL BASKET ROVELETO
Ciao Zambo,
Il bilancio alle porte della sfida con Sassuolo sembra nettamente positivo per la squadra....
Si per ora abbiamo espresso una discreta pallacanestro, faticando forse solo a Pontevecchio, dove eravamo ancora in rodaggio. Dopotutto siamo una squadra che rispetto lo scorso anno ha cambiato molti punti di riferimento. Se pensiamo quanto sia importante l’asse play-pivot generalmente in una squadra, ad esempio, ricordo che noi abbiamo inserito Lombardi e Miccoli. La squadra doveva capire i loro ritmi e i loro tempi.
Effettivamente le giornate storte sono arrivate anche contro Murri e Giardini... ma entrambe per motivi diversi, molto diversi, sono due squadre difficili contro cui giocare.
E il tuo bilancio personale?
Beh se penso come avevo iniziato l’anno scorso, al mio primo campionato di C2, quest’anno mi devo ritenere molto soddisfatto. La mia prima parte di campionato è iniziata più o meno dove avevo finito lo scorso anno. Credo che al di là del mio apporto offensivo, sono migliorato a livello difensivo, dove sicuramente non ho le gambe per stare dietro a tutte le guardie della C2, ma posso dire la mia.
Meglio una comoda serie D o una difficile C2?
In serie D era tutto un altro modo di giocare. Lì di squadre forti cen’erano 3-4 massimo, le altre erano tutte di livello inferiore. In C2 invece ogni formazione è completa e può metterti in difficoltà. Purtroppo con questi continui allargamenti dei gironi anche in C2 il livello secondo me è destinato a calare però.
Se parliamo di D è impossibile non ricordare i tuoi trascorsi al Basket Salso....
Si a Salsomaggiore sono legati i ricordi forse più intensi della mia vita cestistica. Nel 2004 partimmo con una squadra sulla carta molto corta e con molti punti interrogativi. Io ero al mio secondo anno senior ed ero ancora Under. E per la prima volta avevo molte responsabilità in campo.
Dopo una partenza faticosa arrivò la svolta. Nel girone di ritorno facemmo 10 vinte su 15 giocate e approdammo ai play off, dove battemmo in casa Forlì che poi salì in C2... Bei ricordi!!
Tu, Salsomaggiore e... come non citare Coach Lele Allodi...?
A Lele dovrò sempre dire grazie. Al mio primo anno a Salso, e in una squadra obbiettivamente fortissima, che se non fosse stata martoriata da mille infortuni avrebbe detto la sua con molta prepotenza, mi diede subito molta fiducia buttandomi in campo nonostante avessi solo 19 anni e zero esperienza. Quella squadra aveva un settore esterni fortissimo, con Incardona, Folli, Angella, Franceschini e in corsa si aggiunse Pippo Avanzini.. Alla fine dell’anno arrivai a giocare veramente tanto... Come si diceva una volta: è l’allenatore che mi ha lanciato!
Due anni a Salso e poi il passaggio a Roveleto...
Si sono arrivato con alle spalle un campionato da titolare e come una delle prime opzioni offensive della squadra. A Roveleto dovevo invece dividere queste responsabilità con altri ragazzi fortissimi. All’inizio è stato difficile, poi anche grazie allo splendido gruppo di amici che già esisteva e che si è confermato, mi ci sono abituato senza sforzi.
Qual è il segreto di questo Roveleto Secondo in classifica?
Il segreto è la campagna acquisti fatta in estate. Abbiamo preso un play come Chetto Lombardi che va ai ritmi altissimi che prediligiamo, Ricky Parizzi che è un tiratore incredibile, secondo me il migliore del girone per lo meno e soprattutto un pivot di presenza, esperienza e sostanza come Miccoli. Che aggiunti al buon gruppo che già c’era si integrano benissimo. Poi la base è quella di un gruppo di amici che si conoscono fin dalle giovanili... niente di meglio!
Dove può arrivare questo Roveleto?
Scontato dire ai play off. Direi che si può puntare alla finale, mi sbilancio!
Nei play off incontreremo sicuramente squadre preparatissime, come dicono siano quasi tutte quelle del girone romagnolo... Ma noi siamo ancora in crescita, siamo un gruppo in parte nuovo. Dobbiamo sicuramente esprimere ancora tutto il nostro potenziale. Non dobbiamo darci dei limiti.
Qual'è il giocatore più forte con cui hai giocato?
Anche se non ho propriamente giocato perchè spesso guardavo: nei 2 anni da under in B2 a Fidenza ho avuto l'onore di allenarmi con Sergio Zucchi, un manuale di tecnica e un tiratore incredibile. Gli ho visto fare cose che dal vivo,che direttamente in campo non aveva mai ammirato. Tipo 17 punti in un quarto in una partita di campionato, ricordo. Impressionante. E' stato anche l'inventore del mio nickname "Tacchino Freddo"... devo dire che gli devo molto!
Qual'è il giocatore più forte contro cui hai giocato?
Sicuramente l'eperienza più traumatica è stata confrontarsi con "Pilu" Pilutti e da tifoso Fortitudo è stato anche un onore.
Altri.. beh ricordo alle finali nazionali Under 21 con la Fulgor Fidenza: giocai contro il Castelmaggiore di Fulz e Ghiacci... 2 che ora giocano in Lega2...
E come scordare la Virtus con Belinelli, e la Fortitudo con Mancinelli nel campionato Juniores di qualche anno fa!
L'allenatore che hai apprezzato maggiormente?
Uno in particolare è impossibile da dire. Tra quelli che ho avuto: Aldo Testi per avermi ripreso a giocare dopo che avevo smesso, ributtandomi in campo con tanta fiducia; Maurizio Mosti per avermi insegnato quale carica e fuoco dentro deve ardere dentro un giocatore vincente; Andreja Gavrilovic per avermi insegnato a stare in campo e in palestra con il giusto atteggiamento e concentrazione. Da tutti loro cerco di prendere spunti non solo come giocatore, ma anche come allenatore, l'altra mia attività...!
L’altra tua attività è appunto quella di allenatore delle giovanili, anche di Roveleto: dicci qualcosa in più!
Il settore giovanile del Roveleto è in fase di crescita numerica, questo è di buon auspicio per il futuro e anche per il presente. Ora che abbiamo numeri sempre maggiori secondo me bisogna lavorare di più sulla qualità, soprattutto degli allenamenti, perché abbiamo ragazzi con potenziale, che magari non giocheranno mai professionisti, ma che ai livelli di D/C2 un giorno potrebbero essere spendibili. E sapendo la direzione che sta prendendo la Federazione in quanto al numero sempre maggiore di under, per la Società è sicuramente più economico investire su un ragazzo del posto piuttosto che su uno da fuori. Bisogna programmare il loro futuro, fargli fare più esperienze formanti possibili, magari anche privarsene per 1-2 anni permettendo loro di fare campionati anche più competitivi, se ne sentono il bisogno.
Facci un saluto... e buon proseguimento!
E grazie, e ciao!!!
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