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Oggi intervista:

Proviene da Calendasco (Pc) il primo innesto dell'ACEF per la stagione 2009-2010. Aspettando che le altre trattative ancora in corso si sblocchino, lo intervistiamo, dandogli così il nostro benvenuto!
Fabio Bonatti
 

    Eccoci qua alla prima intervista della nuova stagione. Come non si potrebbe cominciare volendone sapere un pò di più su chi ancora non conosciamo bene.
    Partiamo da una domanda scontata: Fabio dove e quando è nata la tua passione per la pallacanestro?

    Dunque la mia passione vera e propria per la pallacanestro è nata quando ero in seconda media e giocavo ancora a calcio. Avevo iniziato a guardare qualche partita di serie A trasmesse il sabato pomeriggio su Rai 2, qualche puntata di NBA Action e grazie al film Space Jam! Da qui mi sono appassionato sempre di più fino a decidere l’anno dopo di smettere di giocare a calcio, che ormai mi aveva stufato, e dedicarmi completamente alla pallacanestro.

    Chiudi gli occhi e pensa a tre aggettivi che daresti alla pallacanestro

    Comincerei con spettacolare! Collegandomi a ciò che dicevo prima e a quando è nata la mia passione, beh per me non c’è sport più spettacolare e divertente da vedere. Schiacciate, assist, tiri allo scadere che ti fanno vincere le partite, palle rubate e stoppate, qualsiasi piccola cosa..impagabile! In più si è sempre tutti in movimento.. La seconda, anche se non è un aggettivo, è Amore, perché è quello che si prova per questo sport. Non so in che altro modo spiegarlo.
    La terza è stravolgente, perché mi ha cambiato la vita.

    Quando hai cominciato a giocare, con una palla in mano e un canestro davanti, cosa sognavi?

    Beh all’inizio era cominciato solo come divertimento quindi quando giocavo in cortile e col canestrino cercavo solo di emulare tutti i numeri che vedevo fare in televisione dai migliori giocatori al mondo, in particolar modo Michael Jordan e Kobe Bryant, sognando di essere io a schiacciare o a risolvere le partite davanti a migliaia di persone. Poi quando ho cominciato a giocare e prenderla un po’ più sul serio, ho sempre cercato di imparare il più possibile sia da quello che mi veniva insegnato in allenamento, sia guardando le partite, per cercare di capire il più possibile il gioco e di interpretarlo al meglio in campo. I risultati possono essere discutibili,ma io ci ho provato.

    Quindi hai appeso le scarpette coi tacchetti al chiodo, hai scelto la palla arancione e...

    E in terza media ho iniziato la mia avventura nella Primogenita Calendasco. Qui ricordo ancora oggi come se fosse allora una partita di campionato su tutte, contro Fidenza, tesissima, bellissima e vinta al supplementare. Il palazzetto di Calendasco così pieno me lo ricordo solo poche altre volte! Dopo un anno sono stato ceduto in prestito all’Assigeco Casalpusterlengo dove sono rimasto per due anni. Qui subito all’inizio qualche ostacolo l’ho avuto perché comunque era solo un anno che giocavo e mi sono ritrovato con ragazzi che giocavano magari già da un po’ di anni in più, e alcuni anche già di un certo livello, uno su tutti Danilo Gallinari, che già a quell’età era il più forte in Italia della mia età! A parte l’approccio iniziale un po’ timoroso se vogliamo, ho solo bei ricordi di quel periodo nel quale sicuramente ho imparato un sacco e mi sono anche divertito molto. L’esperienza purtroppo si è conclusa dopo due anni e non nel migliore dei modi visto che dopo una bella cavalcata, alle finali nazionali di Palermo nel 2004 abbiamo perso proprio la finalissima arrivando quindi secondi. Un vero peccato e una bella delusione.. In terza superiore sono tornato a Calendasco dove giocavo nelle giovanili regionali e dove sostanzialmente ho cominciato quasi subito ad allenarmi e giocare anche in prima squadra.

    Quindi hai fatto il salto dalle giovanili ai senior. Un passaggio che per molti ragazzi è abbastanza duro. Tu come l'hai vissuto?

    Le prime esperienze senior non sono state semplicissime, perché comunque essendo molto giovane e confrontandomi con giocatori più esperti e che sapevano senz'altro giocare duro, non avevo vita facile. Soprattutto a livello fisico si sentiva la differenza con la giovanile. In più ero un po’ timido come ragazzo ed essendo appena tornato dal prestito da Casalpusterlengo, ritrovarmi in una prima squadra dove non ero ancora inserito e non conoscevo bene nessuno mi metteva un pò in difficoltà. Non capivo bene quale dovesse essere il mio ruolo all’interno della squadra.

    Facciamo un salto temporale e arriviamo alla scorsa stagione. Cosa è successo e cosa non è andato nel Calendasco che è tornato nel campionato Promozione dopo appena un anno in Serie D?

    Ovviamente ci sono stati aspetti positivi ed altri meno. Ma tra i primi, c’è stato sicuramente quello di provare un’esperienza ad un livello superiore rispetto alla Promozione dei tre anni precedenti e quindi di scontrarsi anche con squadre e giocatori più bravi, e già questo può aiutarti a crescere un pochino ed imparare alcune cose.

    Di certo nel vostro percorso non siete stati agevolati sin dall'inizio. La pallac.Sassuolo chiude e la vostra richiesta di ripescaggio viene accettata, ma quasi a Settembre...

    Qui infatti subentrano gli aspetti negativi di cui parlavamo prima: purtroppo la notizia del ripescaggio ci è stata data solo due settimane prima dell’inizio del campionato e quindi salire di livello ma con una squadra che era stata fatta per la Promozione, seppur con l’obiettivo di puntare in alto, non è stata sicuramente cosa facile. Tutt'altro che facile è stato poi cercare di metterci qualche pezza strada facendo. In più secondo me c’è mancata un po’ di convinzione a noi in primis di potercela fare in certi momenti. Mi piace comunque ricordare con orgoglio che nonostante tutte le nostre difficoltà, siamo arrivati vivi fino all'ultima giornata, vendendo cara la pelle sino alla fine. E questa, considerando ciò che dicevano di noi e guardando i risultati delle prime partite non certo esaltanti, non è assolutamente una considerazione da buttare.

    Approdi quindi all' ACEF Roveleto: cosa cercherai di portare alla squadra?

    Sicuramente tanta voglia di intraprendere questa nuova esperienza e di fare bene. Almeno io ci proverò! E poi spero di portare un po’ di freschezza, velocità ed atletismo, caratteristiche che fino ad adesso mi sono state attribuite, anche se salendo di livello so che sarà sicuramente più dura.

    Sappiamo che oltre che giocatore sei pure istruttore di basket. Cosa cerchi di trasmettere ai tuoi ragazzi?

    Molto semplicemente cerco di trasmettere loro tutto ciò che è stato insegnato fino ad ora a me, per cercare di migliorarli sia in campo che fuori, il più possibile. Pretendo invece serietà, passione e impegno. Gli errori in campo ci stanno eccome, del resto li faccio anch’io, li fa chiunque e li fanno anche i campioni inarrivabili, ma quello che non voglio è che non si provi a superare i propri limiti o che si prenda l'impegno con sufficienza. Lo sport sicuramente deve essere divertimento ma ci sono i momenti come l’allenamento in cui bisogna essere seri, dare il massimo e sudare, se si vuole imparare qualcosa e ottenere qualche risultato.

    Ci si avvicina sempre di più all'inizio della nuova avventura: sarai emozionato allora?

    Sicuramente lo sarò molto! Ma già ora sono felicissimo di poterla intraprendere. Penso di imparare molto dalla prossima annata e da tutti i miei nuovi compagni di squadra, oltreché ovviamente dal coach. Per la stagione che dire. Essendo abbastanza scaramantico mi limito a due concetti. Visto l’epilogo dell'ultimo campionato di Roveleto, sicuramente si punta in alto! Spero di poter dare il mio contributo al raggiungimento dell’obiettivo! Io sicuramente darò il massimo e sono convinto che anche tutti gli altri vogliano fare lo stesso, quindi le premesse sono buone!

    Siamo in chiusura. Grazie del tempo che ci hai dedicato e auguri per la tua nuova avventura!

    Voglio cogliere l'occasione per ringraziare la società per avermi dato questa opportunità e spero di ripagarli nel migliore dei modi.
    Grazie e buona estate e buona stagione a tutti i leoni di Ruvlè!
    See you soon..