Esclusivo!!! A poche ore dalla decisiva GARA 3 di Play off, intervistiamo:

EMANULE ALLODI,
COACH PER IL 3° ANNO CONSECUTIVO DEL BASKET ROVELETO

Ciao "Lello",

Concluso il campionato, dai un giudizio generale sull’andamento della squadra.

Premetto subito che il mio giudizio sulla stagione 2007/2008 prescinde dal risultato della “bella” di giovedì contro Forlì, e lo voglio sottolineare perché ritengo che non basti il risultato di una partita, seppure importante e decisiva per il passaggio del turno di play-off, per condizionare l’analisi di un’intera annata sportiva. La mia è un’analisi più ampia, slegata dai risultati, basata sul rapporto che si è instaurato con i giocatori, tra i giocatori, con la società. Premesso ciò non posso che considerare in maniera positiva questa terza esperienza alla guida del Ruvlè; come già espresso nella prima intervista ad inizio anno, sono stato estremamente soddisfatto dall’atteggiamento col quale si è vissuta questa “avventura”: per la prima volta infatti mi è capitato di vivere sempre con estrema gioia e con grande piacere questi mesi di duro lavoro settimanale, di allenamenti, partite, trasferte, vittorie e sconfitte; gran parte di ciò è merito sicuramente dei “nostri” ragazzi, che hanno affrontato in maniera positiva l’annata sportiva, dimostrando disponibilità al lavoro e grande passione…certamente ci sono stati alcuni problemi, alcune incomprensioni, ma credo che siano state situazioni affrontate con grande serenità e attenzione che hanno permesso di poter crescere e di capire meglio il significato dell’appartenenza ad un gruppo. Dal punto di vista del gioco sono riuscito per la prima volta nella mia breve carriera da coach, a vedere la “mia” squadra giocare più volte una gran bella pallacanestro, alternando giocate in velocità a buone azioni a difesa schierata; in modo particolare dalla partita in trasferta contro Montecchio, si è visto un Roveleto capace di migliorare la qualità del suo gioco, raggiungendo forse il suo apice nella partita casalinga contro Basket2000, dove siamo stati capaci di realizzare 55 punti nei primi due quarti. Anche in questo caso, non tutto però è sempre stato bello e facile, anzi; abbiamo affrontato anche momenti difficili, dove non siamo riusciti ad esprimere le nostre idee provate e riprovate durante gli allenamenti e non siamo riusciti a giocare con la giusta energia o attenzione, inciampando così in pesanti sconfitte (la memoria va inevitabilmente a Castelfranco, Anzola, Modena e Forli);
Sinceramente però il mio carattere non mi ha mai portato ad abbattermi o a sfiduciarmi ed ho spesso ripensato alla gioia delle sette vittorie consecutive avvenute tra settembre e gennaio: chi mi conosce bene sa che non mi lascio certamente prendere ne dallo sconforto, ne dall’euforia; più che altro la mia attenzione è sempre stata rivolta alle motivazioni che hanno portato a vittorie o sconfitte, per poter capire come o cosa fare per migliorare le prestazioni della squadra o modificarne gli errori; quindi ritengo che ogni partita sia stata un’occasione di crescita per il gruppo, per il gioco, per la conoscenza e la consapevolezza dei propri mezzi... la assimilo e ne faccio esperienza .
L’ultima riflessione vorrei farla su di un aspetto che molti mi hanno rimarcato: la differenza di rendimento tra andata e ritorno; bhe, vorrei sottolineare solo due differenze evidenti:
primo)     la disparità tra numero di partite casalinghe ed esterne tra la prima e la seconda parte;  secondo)  l’assenza per infortunio da diverse giornate di “Gatto” Antonicelli;
sinceramente penso che l’equilibrio della squadra abbia sofferto molto l’assenza del “Gatto”, il quale, nonostante sia stato artefice di una stagione non esaltante, è sicuramente l’esterno più “energetico” che abbiamo nella rosa…energia offensiva e soprattutto difensiva…mi viene da pensare come avrebbe potuto giocare Piani in queste prime due partite dei play-off braccato da Antonicelli…senza considerare le minori rotazioni a disposizione nel reparto esterni…interrogativo che rimarrà tale visto che l’infortunio occorso al nostro giovane playmaker lo costringerà lontano dai campi di gioco ancora a lungo.

Gaetano Scirea Forlì, Gara 1: quali sono stati i problemi della squadra e quali invece i punti di forza?

Il problema maggiore è stato prendere le misure sulla temibile batteria di tiratori romagnoli: merenda, piani, ravaioli, stramiglio, silimbani sono decisamente tanti i loro giocatori in grado di fare canestro dalla lunga distanza…e questo da un punto di vista tecnico non consente tanti adeguamenti difensivi per aiuti e cose del genere. Di contro abbiamo avuto tre punti di forza:

  1. un cuore grande come una casa per volontà di lottare e di rimontare uno svantaggio considerevole
  2. un ottimo gioco offensivo nei primi due quarti e una buona difesa a zona nel quarto periodo
  3. un discreto c..o (fortuna) sugli errori finali al tiro di Merenda (0/7 per lui da tre) e sul tiro finale di Ravaioli…la palla pesava un po’ e gli è rimasta attaccata alle mani anziché uscire fluida come gli succede solitamente.
Gaetano Scirea Forlì, Gara 2: quali sono stati i problemi del -18?

Abbiamo avuto molte meno energie fisiche e mentali rispetto ai nostri avversari; la loro situazione di dentro o fuori, il fatto di trovarsi con le spalle al muro, senza possibiltà di replica, ha prodotto in loro motivazioni più forti rispetto alla nostra “semplice” voglia di vincere…noi ce l’abbiamo messa tutta ovviamente, siamo rientrati in partita un paio di volte (credo sino al meno 5), ma poi siamo stati ricacciati indietro a suon di triple e di giochi in post basso. Altri problemi? Bhè l’assenza di Zambo, lasciato a riposo per permettergli di recuperare da un fastidioso infortunio muscolare (e intanto abbiamo svelato il mistero a Mimmo!!!), ha ridotto al minimo le rotazioni degli esterni; infine aggiungiamo anche una gravosa situazioni falli (commessi abbastanza ingenuamente tra l’altro) che ci ha privato a lungo di Pippo Avanzini e di Max Maggi…non poco direi.

Qual’è il giocatore che temi di più in vista di gara 3?

Molti penseranno a Piani…io però penso che difficilmente il play romagnolo possa ripetere le prestazioni di gara 1 e gara 2, non tanto perché ritengo che non ne abbia le capacità, ma piuttosto perché mi auguro che il suo difensore gli si attacchi alla maglietta senza mai perderlo di vista; di conseguenza direi che tutti gli altri sono particolarmente temibili: Rasi con il suo gioco vicino a canestro, Ravaioli con il suo 1c1, Silimbani e Merenda con le loro triple, Faggi con le sue incursioni in penetrazione, Stramiglio con il suo tiro dalla lunga distanza, Domeniconi con le sue ottime qualità tecniche; occorrerà lavorare sodo per sporcare le loro percentuali al tiro e rendere difficile l’esecuzione dei giochi, si dovrà fare un lavoro monumentale in difesa, di grande intensità più che di tecnica e/o tattica.

Che partita ti aspetti stasera?

Il mio sogno sarebbe vedere una partita di basket tipo… hai presente Lakers-Boston anni ’80, dove tecnica, eleganza, giocate di classe e di autentico genio cestistico si sprecavano?…ma poi purtroppo sono arrivati i bad-boys dei Detroit Pistons…quindi chi metterà in campo il miglior spirito da “combattimento” avrà la meglio; mi aspetto una partita maschia, ricca di contatti, tanti errori al tiro e un po’ di nervosismo.

Perché la squadra appare sempre in difficoltà in trasferta mentre in casa è molto più sicura?

Il mio primo pensiero va al nostro campo da gioco, veramente singolare; non è facile giocare in campi come quello di Forlì, o come il Pala Dozza di Bologna (ed altri) quando tutta la settimana ti alleni in una palestra dalle dimensioni e dai canestri così “diversi”…di contro è anche un po’ il nostro punto di forza…quest’anno al pala Miglio è passato solo il Murri Bologna !!! inoltre c’è da considerare il fatto che le sconfitte in trasferta sono avvenute tutte nella parte finale della stagione, contro squadre molto migliorate, estremamente in forma ed alla disperata ricerca di punti.

Miccoli un fattore nelle due gare di play off dopo un periodo di appannamento: come te lo spieghi?

È questione di esperienza, di carattere, di capacità e di qualità tecniche, tutte doti che appartengono soli ai migliori giocatori del nostro campionato…e non è solo un buon giocatore, Gianluca è un ragazzo eccezionale anche fuori dal campo, e questo ha contribuito non poco al suo inserimento positivo all’interno del gruppo; ha solo un difetto molto evidente, ma non posso svelarlo a tutti; chi fosse interessato a scoprirlo può provare a domandare ad Oba Omar e a Mic Aimi e chiedere a loro come mai in allenamento fanno i tagliafuori a livello del pavimento !!!

Spazio libero, dicci quello che vuoi!!

Per rispondere a questa domanda prendo spunto delle interviste precedenti…cosa diresti a…
Al di la del risultato di giovedi e di cosa riusciremo a fare in questi play-off credo che:
alla squadra direi di andare sempre in palestra “con la valigia piena” ovvero con determinazione, motivazioni, gioia e con voglia di apprendere, perché non si smette mai di imparare e di migliorarsi (a volte lo si dimentica)…
al presidente credo che direi che abbiamo lavorato come piace a lui, con il cuore e con il sorriso…
ai dirigenti credo che direi “spara e spera” (by FidenzaV.)…a cosa? Iniziamo dagli obiettivi, sparate e sperate di centrarli, poi si può passare ai sogni…
al primo che incontro per strada credo che direi: cosa ci fai qui? Entra immediatamente in palestra e comincia a tifare Ruvlè !!!